Una mappa al futuro…

School days: Alessandra Dragoni + il Festival Nutrimenti in Darsena

Guardando verso il 2019, con le energie e le emozioni dei giovanissimi, la città si prepara a un grande evento che segnala una direttrice qualificante per la candidatura di Ravenna 2019: il coinvolgimento dei cittadini a partire dai più piccoli, dalle famiglie, dalla scuola, dal mondo della formazione che ha già al suo attivo una buona qualità di esperienze da allargare e da sviluppare in futuro. E’ questa la rotta segnata da Nutrimenti per la crescita 2012, il festival dei bambini e ragazzi della città di Ravenna a cura di Associazione Cantieri, si svolgerà dal 19 maggio al 6 giugno 2012 all’Almagià, in scuole e in altri luoghi urbani della città.
Grande novità dell’edizione Nutrimenti 2012 è ‘Esercizi in Darsena’, un pomeriggio di felice invasione della Darsena di città dal parte di bambini e ragazzi delle scuole, che presenteranno frammenti dei progetti performativi inseriti nel cartellone del Festival. L’invasione dinamica ma ovviamente pacifica ci farà essere nella città da vivere e da trasformare, dunque la Darsena, il grande spazio tutto da rigenerare per il futuro di Ravenna, che nella visione della candidatura è nevralgico.

Link al programma di ‘Nutrimenti per la crescita’

Parte del ricchissimo programma di Nutrimenti, che coinvolge bambini e ragazzi, genitori, famiglie e e scuole, la mostra fotografica di Alessandra Dragoni, School Days, che verrà inaugurata negli spazi di My Camera (via Pasolini 12) Venerdì 18 maggio alle ore 18. La fotografa ravennate ha seguito le ultime tre edizioni del festival con l’intento di creare una mappa della città attraverso i volti dei bambini e dei ragazzi che saranno i protagonisti del nostro futuro. School Days è il progetto visivo con cui Alessandra Dragoni ha anche partecipato alla quartatraccia “Immaginare l’immaginario”, al Teatro Rasi, nel novembre scorso. Attraverso le immagini di School Days chiediamo ad Alessandra Dragoni come le idee e i progetti degli artisti possono guardare a Ravenna 2019.

sextra_MG_0540School days è un progetto dedicato al mondo della scuola, cioè ai bambini e ai ragazzi, ai loro corpi e ai loro sguardi, a chi sono. Ce ne parli?

È nato per una committenza speciale, quando l’Associazione Cantieri (dunque Monica Francia e Selina Bassini) ha deciso di documentare il festival Nutrimenti che questo anno è alla sua terza edizione. Il Festival presenta il lavoro che si svolge nelle scuole durante l’anno scolastico, si tratta di esperienze didattiche legate al corpo, all’espressività, con ragazzi delle scuole elementari e medie (dai 6 ai 13 anni) che culminano in una rappresentazione preparata durante tutto l’anno ed esibita in forma di spettacolo per le famiglie a fine anno scolastico. Così, per documentare questi spettacoli, sono entrata nelle scuole, ma per me è stato da subito importante guardare con attenzione a ciò che accadeva prima e dopo la “performance”. Ho così avuto accesso ad un mondo normalmente inaccessibile. Le scuole sono luoghi protetti e il mio era un ingresso privilegiato, situazione sempre molto allettante per un fotografo. Per ora è uscito un piccolo libro, voluto dall’Istituzione infanzia del Comune di Ravenna, c’è stata una mostra al Teatro Rasi, adesso la mostra a My Camera.

Quale “realtà” cerchi con le tue immagini?

sextra_MG_0387Io fotografo cercando di non mettere troppo mano a quello che mi trovo davanti ma lasciando che i ragazzi compongano la loro fotografia. Il mio intervento è nel cercare di capire cosa mi vogliono comunicare, come vogliono essere rappresentati. Ho poco tempo e devo essere rapida nell’intuire e prendere ciò che voglio “conservare” di quelle situazioni. Spesso fotografo troppo, rapita da quell’energia incontenibile. L’energia è bellezza, e io ne sono travolta.

La fotografia è un’istantanea, oppure è qualcos’altro nel tuo modo di operare?

La mia fotografia è una sorta di “snapshot di lusso”. Sono veloce ma per me il risultato formale è importantissimo. Cerco di combinare il modo dell’istantanea con un linguaggio più documentario. Questa è la mia cifra, perlomeno è quello che cerco di ottenere. Silvia Loddo a questo proposito ha scritto che le mie istantanee «spesso ironiche e mai artificiose, sono prelievi veloci e immediati ma attenti a dettagli solo apparentemente insignificanti».

Guardando a Ravenna 2019 pensi a un contributo speciale della Fotografia , che ha al suo attivo in città e nel territorio una rete di esperienze e protagonisti di eccellenza? Hai in mente un futuro di questo tuo progetto con Ravenna Capitale della Cultura 2019 da proporre con l’Open Call?

La realtà della fotografia sta cambiando rapidamente a Ravenna. L’eco di fotografi ravennati divenuti delle celebrità internazionali, la presenza oramai decennale di un importante docente come Guido Guidi hanno fatto sì che anche a Ravenna si iniziasse a ragionare di fotografia. Osservatorio Fotografico sta dando un importante contributo. Ci sono giovani fotografi molto preparati che faranno parlare di sé. E che certamente hanno progetti nel cassetto pronti per essere sostenuti e valorizzati.
La mia formazione è avvenuta lontano da qui, ho vissuto diversi anni all’estero, e questo ha molto influenzato la mia visione. Poi per un decennio ho lavorato a Milano per agenzie e giornali. Ma ho fatto di tutto: archivista, assistente, ho insegnato, ho partecipato a progetti appena nati come “Fabrica”. Ho lavorato dentro i giornali come fotografa e fotoeditor e, tornata a Ravenna, ho frequentato per un lungo periodo i lunedì di Guido Guidi in Accademia. Per questo mio percorso amo linguaggi anche molto diversi tra loro e non faccio parte di nessuna scuola. Mi piace mantenere una distanza, rimanere focalizzata sulla mia visione.

pIMG_1635Tra poco si chiuderà il trienno del progetto School Days. Per tre anni ho fotografato i ragazzi e spesso anche le loro famiglie, dentro le scuole o nei luoghi preposti durante le feste di fine anno. Ho messo insieme una buona quantità di “appunti” dai quali prima o poi uscirà un racconto. Adesso mi piacerebbe approfondire alcuni personaggi al di fuori della scuola, sto mettendo a punto un progetto più ampio, che continui oltre il festival. Vorrei che School Days, il corpo di lavoro completo, diventasse un libro. Sarebbe bellissimo costruire con la Bulgaria un progetto analogo che coinvolga le scuole, i bambini e i giovani della città che sarà Capitale della Cultura 2019 in Bulgaria, insomma costruire un grande progetto comune di fotografia sullo stesso tema.
Il valore della fotografia sta nella sua capacità fermare il tempo. Questi volti così nuovi saranno i nuovi adulti. Mi piace pensare che queste fotografie sono il nostro presente e i loro soggetti rappresentano il futuro. E un giorno lontano forse serviranno a capire “come eravamo”.

 

Maria Rita Bentini

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