Tessere d’Europa – Diario da Salonicco #1

Con questo primo post inauguriamo una collaborazione con Marco Mignola, che a cadenza regolare ci invierà riflessioni e pensieri dal cuore del sud Europa, Salonicco, durante la permanenza in Grecia in occasione del suo tirocinio internazionale sostenuto dall’UE.
Buona lettura!

Il 17 Gennaio scorso è iniziato un nuovo capitolo della mia vita. Dopo due anni e mezzo di lavoro al Porto di Ravenna il mio contratto non è stato rinnovato e, alle soglie dei 29 anni, mi sono ritrovato davanti ad un bivio. Che fare? Continuare a cercare lavoro a Ravenna, magari ancora in ambito portuale, iniziare un nuovo percorso o riprenderne uno che era stato messo in un angolo? La ultima opzione mi è sembrata quella più razionale e quella di più immediata fattività, non fosse altro per i titoli universitari, le esperienze di volontariato e quel minimo di inglese che mi sono riuscito a costruire negli ultimi 7 anni. Così, uscito il bando della Fondazione Flaminia per il progetto Leonardo da Vinci LLP, ovvero il tirocinio all’estero finanziato dall’Unione Europea, l’ho preso al balzo. Documenti inviati, test di lingua passato, curriculum accettato e bando vinto.

Destinazione: Salonicco, Grecia.

Ora può sembrare strano che, in tempi di crisi e di PIGS, uno per cercare lavoro scappi da un paese in crisi in uno ancora più in crisi. Ma tant’è e anche con un po’ di (in)sana curiosità sulla situazione greca ho accettato il tirocinio presso una organizzazione non governativa locale: Antigone.

Salonicco Marco Mignola3

Una ONG locale che si occupa perlopiù di progetti rivolti all’inclusione sociale delle minoranze, dei migranti e di supporto alle (poche) iniziative dell’amministrazione locale nel campo delle politiche giovanili e dello sviluppo sostenibile. Un ambiente che, dal primo giorno di lavoro, mi è sembrato da subito stimolante e dove ho ritrovato due ex-compagni di corso a Cooperazione Internazionale allo Sviluppo a Ravenna: Elisa e Domenico. A riprova che la nostra tanto bistrattata città sa produrre belle teste e che, forse, l’accademia locale meriterebbe più attenzione così come gli studenti che la frequentano. E, soprattutto, che dovrebbe cercare di tenersele buone quelle teste che produce anche e soprattutto in ottica futura (leggi Ravenna2019). Sto iniziando ad ambientarmi ma gli argomenti e l’ambiente stanno accelerando il processo e nelle prossime settimane entrerò più nel dettaglio del mio lavoro.

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Il contesto in cui lavoriamo è altrettanto importante. Salonicco al primo impatto è una classica città mediterranea. Arroccata su una collina che si affaccia sul mare, a me ha ricordato da subito Salerno e Almeria, ma molto più in grande ovviamente. Un milione di abitanti, 2 Università e 150.000 studenti, il comune più grande di Europa e una crisi che l’ha colpita durissimo. L’ex Capitale Europea della Cultura 1997 infatti ha proprio l’immagine della nobile decaduta, dove di fianco alla miriade di locali e negozietti ancora aperti ce ne sono altrettanti chiusi. Una città dove l’emergenza occupazionale riguarda soprattutto i giovani che, come noi italiani, vedono perlopiù il proprio futuro fuori dai propri confini. Cosparsa di cantieri eterni (come quello della metropolitana) e scavi archeologici, cerca di far vedere il proprio lato di città universitaria e proiettata verso il futuro agli occhi dell’Europa come Capitale europea della Gioventù 2014, ma con molti ritardi e buchi nel programma a causa dei continui tagli di budget da parte dello Stato. Per il resto, come previsto, è una classica meta low budget ed è una città molto accogliente, a cui non manca quasi niente se non un servizio di trasporto pubblico e uno di raccolta rifiuti più efficiente.

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Per ora mi godo questi primi giorni con gli occhi da straniero, con il mio greco che si limita a Kalimera/Kalispera (buongiorno/buonasera) e al rumore delle onde che si infrangono sugli scogli davanti alla torre bianca.

Marco Mignola

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