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Ravenna2019 e la progettazione partecipata

La candidatura di Ravenna si è contraddistinta fin dalle prime battute per l’approccio partecipato adottato.
La candidatura si è contraddistinta fin dall’inizio per l’ampio coinvolgimento di cittadine/i, protagonisti del percorso grazie al metodo partecipativo. Già nella fase di pre-selezione, la città è stata capace di produrre un programma culturale frutto delle idee di centinaia di cittadini e operatori del territorio. Ravenna è stata l’unica città tra le candidate al titolo ad avere fatto una open call che, accompagnata da una trentina di gruppi di lavoro, ha raccolto più di 400 idee, poi discusse nel corso di “Agorà2019: la parola alla cultura”.Il percorso di Agorà continuerà negli anni di avvicinamento al 2019 per contribuire alla costruzione del Programma finale del 2019, diventando uno strumento stabile per il coinvolgimento dei cittadini nei diversi processi di produzione delle politiche pubbliche indirizzate al nostro territorio.

Agorà: un modello di progettazione partecipata che mescola sapientemente innovazione tecnologica, cultura e inclusione/innovazione sociale
“Agorà” (la nostra piazza del futuro) è un format partecipativo che abbiamo sperimentato negli anni di costruzione della candidatura e che promette di diventare un caso di studio e di sperimentazione per altre realtà, come dimostra l’interesse mostrato a livello internazionale da parte della rete della società civile “A Soul for Europe”. Le tappe che ad oggi hanno tracciato il percorso di Agorà possono essere riassunte in due momenti principali.
Agorà 2019, la parola alla cultura (2012): tre giorni dedicati al confronto creativo tra i cittadini, i gruppi, e le associazioni del territorio che hanno partecipato all’open call per idee. Grazie a un Open Space Technology (OST), spazio ideativo partecipato, coordinato da Marianella Sclavi del Politecnico di Milano e da Villaggio Globale, la ricerca orizzontale dei luoghi d’interazione tra diverse progettualità ha favorito condivisione, trasversalità e contaminazione tra le idee finalizzate al primo dossier di pre-selezione.

Agorà 3.0, sul vento della partecipazione (2014): l’esperienza di Agorà è proseguita nel 2014, rafforzata dalla sperimentazione di un nuovo strumento di progettazione partecipata, il participatory budget. La nuova edizione ha offerto la possibilità a un gruppo di cittadini non solo di progettare, ma anche di realizzare eventi. Le idee selezionate sulla base del voto dei cittadini partecipanti (con la possibilità di votare per la prima volta anche online) si trasformeranno nelle cosiddette “Prove Tecniche dei Cittadini”, eventi e performance programmate per il giorno della visita della giuria a Ravenna.
Parallelamente al percorso di progettazione partecipata abbiamo avviato una prima fase di valutazione del percorso, dai cui risultati siamo partiti per ideare l’evoluzione futura di Agorà (Agorà 20.19) e della partecipazione, dimensione fondamentale sia per garantire la sostenibilità del progetto che per renderne duraturi gli effetti (la legacy). La progettazione partecipata da semplice modalità di intervento diventa cosi esperienza irrinunciabile che caratterizza tutto il percorso, rendendo la candidatura un vero e proprio “bene comune”.