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La danza dei contrari

Nella società in cui viviamo vige il credo delle infinite libertà personali, che rischia di far perdere di vista l’idea di un qualsiasi principio orientativo. Anche per questo, si creano famiglie di appartenenza in cui importa primariamente la difesa della propria presunta identità, svilendo il confronto con un “altro” che è sempre più vissuto con indifferenza o come minaccia. L’arte si muove invece per vocazione nei territori della polisemia, pur preservando il valore verticale della visione. Possono la cultura e l’arte divenire dei fari in cui l’incontro fra istanze differenti non generi esclusione, ma sia portatore di un conflitto che costruisce?
Alla luce di questo contesto, ci domandiamo se la cultura in generale e l’arte in particolare possano rappresentare degli strumenti in grado di rafforzare vincoli comunitari (e non di casta), nel tentativo di rendere i conflitti delle nostre società delle occasioni di crescita collettiva.

 

Playlist degli interventi degli ospiti di ‘Cinquetracce, dialoghi per la candidatura di Ravenna a Capitale europea della Cultura’  Ravenna – Palazzo dei Congressi, 12 novembre 2011

Con MARC AUGE’
Testimonianze di Alberto Bucci, Marco Garoni, Chiara Guidi, Luigi De Angelis, Chiara Lagani, Alessandro Pontremoli, Rocco Ronchi, Daniele Torcellini
Contributi di Carlo Lucarelli, Adriano Zanni
Ospite europeo TREVOR DAVIES
Coordina Lorenzo Donati

APPROFONDIMENTO
“I contrari che danzano attorno al noi
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L’hanno chiamata armonia nella dissonanza, bellezza dell’accumulo, capacità di manifestare senza mostrare in maniera diretta. Il conflitto è una delle caratteristiche forse più spiccate dei nostri anni: famigliole, piccoli club, caste a cui importa prima di tutto definire la propria esclusiva identità, per proteggerla e preservarla. leggi tutto