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Di soglia in soglia

Nessuna cultura può restare senza comunicare. Nessuno può vivere senza condividere le proprie esperienze, visioni, sentimenti e punti di vista.

Con la convinzione di sperimentare l’interminabile nell’essere umano dalle rispettive posizioni, di condividere ciò che appartiene a ciascuno, creando uno spazio comune, frutto della creatività umana, uno spazio del vero pluralismo, della pace e della crescita della società civile in un processo di riconoscimento reciproco, di un dialogo innervato in esperienze effettive di cultura, di saperi che si sono trasmessi e poi diversamente sviluppati, di lavoro concreto sulle tracce di un passato ancora vivo nell’incontro e nella convivialità.

 

Playlist degli interventi degli ospiti di ‘Cinquetracce, dialoghi per la candidatura di Ravenna a Capitale europea della Cultura’  Ravenna – Teatro Alighieri, 3 novembre 2011

Con HANIF KUREISHI
Testimonianze di Alberto Brunelli, Luigi Dadina, Luca Dubbini, Andrea Gnassi, Massimo Montanari, Tania Noanda Moroni, Paola Resta, Enzo Tramontani
Contributi di Apolide, Gianluca Costantini, Lato Oscuro della Costa feat Henry Sharra e Franck Viderot
Coordinatore Tahar Lamri

 

APPROFONDIMENTO
“Quando avrà freddo portate il mio cuore a Ravenna”

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Scrive la poetessa Elena Bono in una bellissima poesia intitolata ‘Tramonto d’inverno in una chiesa di Ravenna’. Definita dai viaggiatori città del silenzio e dai ravennati città chiusa e poco accogliente, Ravenna vanta una lunga tradizione di accoglienza, dall’immaginario o reale guerriero barbaro Droctulft di Borges o Croce che citano Paolo Diacono: «Droctulft fu un guerriero longobardo che, durante l’assedio di Ravenna, abbandonò i suoi e morì difendendo la città che prima aveva attaccata. Gli abitanti di Ravenna gli dettero sepoltura in un tempio e composero un epitaffio nel quale espressero la loro gratitudine (contempsit caros, dum nos amat ille, parentes) e il curioso contrasto che si avvertiva tra l’aspetto atroce di quel barbaro e la sua semplicità e bontà: Terribilis visu facies, sed mente benignus, / longaque robusto pectore barba fuit». leggi tutto