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Perchè Ravenna si candida


Alberto Cassani, coordinatore, e Nadia Carboni, project manager di Ravenna 2019, illustrano le ragioni e il percorso di candidatura al convegno

Dopo essere stata per tre volte capitale del mondo antico, si candida a “Capitale Europea della Cultura” per il 2019, anno in cui tale titolo spetterà all’Italia. Le ragioni di questa candidatura non si fondano soltanto sull’eccezionale persistenza di un patrimonio monumentale prestigioso, inserito dall’Unesco nella World Heritage List, e nemmeno in via esclusiva su una produzione culturale di livello internazionale, caratterizzata dalla relazione tra eredità culturale e istanze innovative, tra conservazione e creazione, tra ricerca identitaria e apertura al mondo.

Ravenna si candida innanzitutto perchè si ritiene in grado di rappresentare in modo esemplarmente efficace il nostro Paese.

La sua dimensione, la sua storia, le testimonianze artistiche di cui è ricca, il legame con Dante e le origini della nostra lingua, il rapporto del territorio con l’acqua, delineano un modello di città in cui può ben specchiarsi l’identità italiana. Allo stesso tempo le sue caratteristiche le consentono di interpretare in modo originale quel modello, enfatizzando quei tratti virtuosi che meglio possono metterla in relazione con l’Europa, offrendo un contributo positivo e costruttivo per il futuro europeo. In particolare Ravenna, a partire da una storia che la consacra come luogo di incontro e di dialogo tra culture diverse, antico Ponte tra Oriente e Occidente, si connota più di altri per la presenza di un capitale sociale e di un insieme di forze cooperative che hanno permesso in passato, e permetteranno sempre di più in futuro, la tenuta del tessuto civile di cittadinanza.

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La cooperazione, ovvero il fare insieme, che attraversa trasversalmente i settori della cultura, dell’economia, della società, costituisce non solo una leva strategica di sviluppo, ma anche uno strumento per affrontare il cambiamento e la trasformazione. Il modello cooperativo, in quanto tale, può legittimamente proporsi all’Europa come una realtà da valorizzare e da cui trarre esempio, specie nei momenti di crisi. La candidatura rappresenta per Ravenna una grande opportunità per mettersi in discussione e fare i conti con le proprie criticità, attraverso la ricerca di strumenti e obiettivi che ne consentano il superamento.