Ouidad Bakkali

Il vero spreco sarebbe gettare al vento le idee del progetto
“Queste mie parole sono una doverosa risposta da parte mia a quanto dichiarato da chi, prescindendo dal lavoro svolto, lamenta una presunta esclusione delle Istituzioni Culturali della città dalla definizione del progetto Ravenna2019″ con queste parole l’assessora alla cultura Ouidad Bakkali entra nel dibattito sul progetto Ravenna 2019 e il suo futuro. E lo fa difendendo l’operato dello staff e le scelte compiute.

“Fra gli altri – sottolinea al Bakkali – anche il vicesindaco Mingozzi ha espresso a più riprese questa opinione. La candidatura è stata uno spazio politico di progettazione condivisa del futuro di una comunità che negli anni è diventato patrimonio di tutti, a prescindere dall’età, la professione, l’estrazione sociale o culturale, orientamento politico.

Tutta la città ha potuto trovare uno spazio per contribuire: sperando, immaginando, pensando, criticando o restando semplicemente ad osservare l’evolversi di questa lunga storia.

Quando si afferma che coinvolgendo maggiormente biblioteche, musei, università non si sarebbe caduti nell’equivoco che Ra2019 sia stato creato dal nulla, viene detto qualcosa di profondamente sbagliato e non vero e che svela la non comprensione dei metodi di progettazione e partecipazione messi in atto in questi anni. Ventotto gruppi di lavoro tematici, centinaia di incontri con le istituzioni e le realtà organizzate del territorio, Agorà i convegni internazionali ospitati a Ravenna”.

“Tutte le nostre biblioteche, musei, le istituzioni scolastiche e l’Università – sottolinea l’assessora – hanno giocato un ruolo, insieme ai tanti operatori culturali, sociali ed economici, nella progettazione del dossier e nell’organizzazione e cura di eventi, mostre, convegni e reti di relazioni che hanno reso riconoscibile e visibile il progetto Ra2019 ai tanti cittadini romagnoli. Questo immenso lavoro quotidiano, appassionato e appassionante ha anche reso la candidatura di Ravenna credibile, temibile e solida agli occhi delle altre città candidate e dei giurati stessi.
La Cultura finalmente nella nostra città è intesa come Azione Sociale, Fattore Economico ed Elemento Identitario, inclusiva, complessa e contemporanea.

Continuare a investire nella Cultura vuol dire, al pari di altri settori che compongono il nostro tessuto socio-economico, investire in occupazione e sviluppo di un asset strategico per il futuro”.

“Si continua poi a sbagliare – prosegue la Bakkali – quando si invita la città ad archiviare in un cassetto il modello implementato da questa candidatura. Ra2019 e l’amministrazione comunale hanno sperimentato in quest’epoca, caratterizzata da immobilismo e conservatorismo, nuovi strumenti di governance e pianificazione strategica del territorio che auspico continuino ad essere strumenti per le nostre politiche che ci aiutino a comunicare meglio con la cittadinanza e progettare come comunità il nostro futuro in nome dell’innovazione e del benessere.

Ulteriore testimonianza della trasversalità del progetto e della suo inclusività ad ogni livello, istituzionale e non, la ritroviamo nel documento sottoscritto da decine di operatori culturali, Istituzioni culturali, Fondazioni, Università e soggetti economici del territorio che coralmente , all’indomani del verdetto che ha premiato Matera, hanno chiesto alla città di continuare a pensare ed agire per costruire il futuro di Ravenna mantenendo al centro i valori che questa candidatura ha radicato, partecipazione, innovazione, contemporaneità e valorizzazione del patrimonio storico”.

“Infine – conclude la Bakkali – trattenendo davanti agli occhi l’immagine della Darsena gremita di ravennati e c’erano davvero tutti, anche chi prende le distanze da quanto fatto sino ad oggi, sogno di poter tornare a respirare in questa città quella passione, quel coraggio e quella voglia di costruire insieme alla quale il cammino di Ravenna 2019 ci ha allenati liberandoci da inutili e dannosi cinismi, guardando finalmente tutti insieme verso il mare aperto”.