Nuovo a Faenza

Dopo la prima edizione curata da Andrea Magnani, ideatore del progetto e tra i fondatori del Do – Nucleo Culturale, la direzione artistica di Nuovo è quest’anno affidata a Marco Samorè, artista e responsabile di TESCO, associazione no profit costituita nel 2010 e rivolta alla ricerca contemporanea.

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In opposizione alla visione settoriale che vede i diversi ambiti culturali separati tra loro, Nuovo vuole essere un luogo dai confini porosi e recepenti, una zona dove poter praticare l’esperienza dei differenti scenari estetici e stabilire rapporti di scambio tra le diverse discipline; coinvolgere attivamente il pubblico attraverso esposizioni, laboratori, tavole rotonde, momenti performativi e altri d’incontro. Nuovo vuole essere campo sensibile in cui poter sperimentare il contemporaneo in tutte le sue forme.

Nutrito il programma, che entra nel vivo da venerdì 30 a domenica 1 aprile: mostre di Sergia Avveduti, Andrea Magnani, Davide Savorani e molti altri; musica contemporanea con Canedicoda, Stargate, Dracula Lewis, Sewn Leather e altri; molti laboratori in collaborazione con l’Università faentina ISIA. Da non perdere infine le proposte di conferenze e presentazioni, fra le quali segnaliamo “Network culturali” tavola rotonda a cura di Marco Samorè, con Giovanni Delvecchio /DO Faenza, Sara Serighelli e Fabio Carboni /O’ Milano, Silvia Fanti e Daniele Gasparinetti /Xing Bologna

 

Abbiamo posto alcune domande relative alla candidatura a Marco Samorè, curatore di Nuovo

Il percorso delle Capitali Europee della Cultura si muove attorno due grandi direttrici: partecipazione dei cittadini e vocazione europea. In che modo Nuovo interpreta questi snodi ?

Nuovo è una rassegna appena nata (al secondo anno di vita) che ha la speranza ed il desiderio di poter contribuire in qualche modo al dialogo sul “contemporaneo”. Al momento questo desiderio è limitato ad un dialogo con i cittadini, a livello regionale per due ovvi motivi: il primo gia’ espresso per la giovane eta’ della rassegna, il secondo per le esigue forze lavorative ed economiche che Nuovo (al momento) dispone. Questo non esclude un futuro che abbia ambizioni anche internazionali.

Da tempo si discute a più livelli attorno al concetto di contemporaneo. Come lo definirebbe, visto dalla prospettiva di Nuovo?

E’ un tema di cui si discute molto, moltissimo e direi forse troppo, e spesso a sproposito… se posso cavarmela con una battuta è contemporaneo quello che si vedrà a Nuovo….

Il percorso di Ravenna 2019 ha iniziato a proporre un percorso di eventi riuniti in un cartellone unico romagnolo, le “prove tecniche”. A partire da questo “anno zero”, come si immagina in futuro di poter rideclinare Nuovo per raccogliere al meglio la sfida della candidatura?

Sicuramente l’idea di unire molti eventi sotto un unico cartellone ha reso piu’ forte il progetto specifico e di maggiore impatto sui media e direi sul pubblico, la sfida ora è quella di mantenere sempre alto qualitativamente il livello delle proposte e alzare sempre più l’asticella a ogni edizione…

“Di soglia in soglia”, “La danza dei contrari”, “Verso il mare aperto”, “Immaginare l’immaginario”, “Trasformo, dunque siamo” sono le cinque grandi aree tematiche attorno alle quali si costruirà il dossier di candidatura, che dovrà essere consegnato nella seconda parte del 2013 (http://www.ravenna2019.eu/ita/Ravenna-2019/Il-Progetto/Temi-della-candidatura). Quale di queste aree le sembra più affine a Nuovo, alla sua città e territorio? Perché?

Direi “immaginare l’immaginario”, perchè mi pare l’area dove è possibile non porre freni alla “fantasia creativa” e propositiva.

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