Le strade di Ravenna: Alessandro Fabbri e il bando Fernandel

Fern_16Il Comune di Ravenna e la casa editrice Fernandel, in collaborazione con le librerie ravennati, organizzano l’edizione 2012 di “Raccontare Ravenna”, laboratorio di scrittura finalizzato alla realizzazione di un’opera collettiva che racconti la città di Ravenna nel suo percorso verso la candidatura a capitale europea della cultura, e che sarà pubblicato nell’autunno 2012 dalla casa editrice Fernandel. Il laboratorio cercherà di raccontare in chiave narrativa i desideri dei giovani partecipanti nei confronti della città in cui vivranno il loro futuro, con particolare riferimento ai temi dell’integrazione, dell’ospitalità e dell’accoglienza (a fondo pagina il bando di partecipazione, che scade il 15 giugno).

Abbiamo chiesto ad Alessandro Fabbri, scrittore e sceneggiatore ravennate e membro del comitato artistico-organizzativo di Ravenna 2019, un pensiero sulla sua città pensando ai ferri del suo mestiere, le parole.

 

Le strade di Ravenna
di Alessandro Fabbri 

Da dove vengono le idee? è una delle domande più comuni che chi scrive narrativa si sente rivolgere. Io, che per mestiere invento storie (cioè una forma particolare di bugie, si spera innocue) a volte me lo sono chiesto: da dove vengono? E ogni volta ho inventato una risposta soddisfacente. Adesso però cercherò di non inventare niente. Anche se afferrare la verità è più difficile.
La verità, forse non molto poetica, è che non si inventa nulla. Un’idea non nasce, la si trova. Anzi, la si riconosce. È semplicemente qualcosa che sappiamo già. Possiamo camminare per la stessa strada ogni giorno, tutta la  vita, e non notare nulla. Ma se una volta i nostri occhi colgono un dettaglio che abbiamo sempre guardato ma senza vederlo davvero… ecco che cos’è un’idea: trovare un dettaglio finora ignorato, tornare indietro per osservarlo e capire che significa qualcosa. Un’idea è una specie di ritorno.
Già da qualche anno abito lontano dalla mia città. Fino a qualche tempo fa, pensando ai venticinque anni che vi ho trascorso, parlavo al passato, come quando si ricorda una lunga relazione che si è deciso di interrompere. Camminando per le strade di Ravenna inventavo possibilità di futuro e di fuga; perché a volte è questo che fa la provincia, è questo che fanno le strade silenziose e gli spazi che si possono coprire con una passeggiata: invitarti ad andare via. E la scrittura è un ottimo modo per raccogliere l’invito.

spiaggia-215x300Quando vivevo a Ravenna, ho scritto un romanzo ambientato a Los Angeles. Poi via sono andato davvero. È passato un po’ di tempo. E ho scritto un romanzo ambientato a Ravenna.

Dopo averlo fatto mi sono chiesto: da dove diavolo è venuta questa idea?
Le strade, le case, le facce che vedevo e le voci che sentivo ogni giorno, e che mi spingevano a sognare altri luoghi, sono all’improvviso diventate il luogo in cui il mio bizzarro mestiere voleva farmi tornare.
Forse perché, proprio quando non riuscivo ad accorgermene, le strade su cui ho camminato per tanto tempo hanno compiuto un’inevitabile magia, hanno dato forma alla mia identità. Un nocciolo in cui si mescolano nebbie, giornate d’estate, accenti, sapori. Di Ravenna ho assorbito i rumori quieti, i silenziosi inviti a fuggire e poi il silenzioso invito a tornare. Ora, dopo averlo capito, non parlo più della mia città al passato.
Non so dire se in questo Ravenna sia unica, o una fra le poche. Forse quella magia è inevitabile per ognuno in ogni luogo. Ma una parte di me non lo crede. Perché le strade di Ravenna sono così, si lasciano percorrere senza distrarti troppo né chiederti molto, e non se ne hanno a male quando decidi di lasciarle; sono pazienti. Sembrano sapere che quando tornerai sarà più facile notare i dettagli che prima ti erano sfuggiti. E non appena li vedi, scopri che ce ne sono tanti. Abbastanza per una vita. Conoscere strade del genere, averle percorse tante volte, è un regalo prezioso per uno che fa il mio strano mestiere. Ti fa credere che sia possibile trovare un’idea a ogni angolo.

Alessandro Fabbri è nato nel 1978 a Ravenna e vive a Roma. A 18 anni ha vinto il premio Campiello Giovani con il romanzo breve Mai Fidarsi di un Uomo che Indossa un Trench Blu, un noir-fantasy pubblicato da Marsilio nel ’97. Ha pubblicato con minimum fax il romanzo Mosche a Hollywood (2000), tradotto in Russia, da cui è stato tratto un film. Fabbri ha inoltre curato la sceneggiatura del film La doppia ora, presentato alla 66ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, e di alcuni episodi del 2010 della serie televisiva L’ispettore Rex. Presso Einaudi ha pubblicato Quell’estate di sangue e di luna (2008), firmato a quattro mani con Eraldo Baldini. Per Bompiani ha pubblicato Il re dell’ultima spiaggia (2010).

 

Bando 2012 Raccontare Ravenna “Di soglia in soglia”

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