Il sistema che verrà. Idee museali a confronto

I musei e il modo in cui stanno pensando al loro futuro ci stanno particolarmente a cuore. Non solo perché si sta parlando di un periodo in cui il nostro territorio potrà essere chiamato a rappresentare l’Europa, ma anche perché pensiamo che un processo cooperazione non possa che avvicinare l’arte alla vita quotidiana delle persone (come chiede l’Europa). 
Abbiamo chiesto all’Ufficio MAB – Musei Archivi Biblioteche della Provincia di Ravenna di raccontarci in breve l’incontro “Il sistema che verrà”, tenutosi in città nei giorni scorsi.

il sistema che verrà

Un pubblico fortemente qualificato – oltre 130 partecipanti, tra operatori culturali pubblici e privati provenienti dalla Romagna (ma non solo) e studenti universitari del Dipartimento di Beni culturali – ha partecipato al seminario organizzato della Provincia di Ravenna lunedì 3 marzo presso il prestigioso Ridotto del Teatro Alighieri di Ravenna, dal titolo “Il Sistema che verrà. Ripensare la cooperazione museale in Romagna“.

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La sessione mattutina ha preso avvio con la presentazione del progetto di fattibilità dell’allargamento del Sistema museale provinciale ai musei dell’intera Romagna, appoggiandosi alla trentennale infrastruttura della Rete bibliotecaria di Romagna e San Marino. Si è poi passati alle relazioni di due esperti internazionali rappresentanti di ICOM Italia che, a partire dalla valida analisi ISTAT sui musei italiani per il 2011 e dalla criticata normativa espressa in questi anni di crisi economica, hanno fornito indicazioni concrete per la realizzazione di una rete locale efficace, costituita a partire “dal basso” e diretta da un unico centro MAB (musei, archivi e biblioteche). L’intervento di un docente di Economia della cultura ha in seguito puntato l’attenzione su quell’80% di adulti italiani che in un anno non entrano mai in alcun museo: non una “vergogna”, bensì un mercato potenziale, che deve spingere gli operatori del settore a lavorare perché la cultura ritorni ad essere inserita nei percorsi normali di vita quotidiana.

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Il pomeriggio ha invece visto l’animarsi di una affollata tavola rotonda, in cui molteplici stakeholder culturali – tra i quali il coordinatore di Ravenna 2019, operatori museali delle tre province, l’IBC, l’Università, l’Ufficio scolastico e l’APT della Regione – hanno dato voce alle esigenze e alle aspettative del territorio romagnolo connesse alla progettazione di forme integrate di ampia scala.

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La parola d’ordine dell’intera giornata è stata cooperazione. La costruzione di vere reti culturali è stata definita a più riprese come una “rivoluzione” o come qualcosa di “eversivo”, mentre sullo schermo della sala ha campeggiato a lungo una citazione di J.P. Sartre: «Ne rougissez pas de vouloir la lune: il nous la faut» [Non vergognatevi di volere la luna: ne abbiamo bisogno].

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