Pubblicato il report sulle città finaliste ECoC2019

Nei giorni scorsi è stato pubblicato sul sito della Commissione Europea il report sulla selezione delle sei città candidate a Capitale Europea della Cultura per il 2019.

Di seguito una nota che sintetizza i passaggi dedicati a Ravenna.

Approccio generale della giuria: report equilibrato nei giudizi con una impostazione che prevede per ciascuna città, inclusa la vincitrice, punti di forza e punti di debolezza, testimoniando con tale approccio la validità complessiva di tutte le candidature finaliste (ovviamente ad una attenta lettura emrgono 3 candidature più forti: Matera, Ravenna, Siena)

Valutazione della candidatura di Ravenna:  complessivamente un ottimo giudizio che premia in particolare gli obiettivi, la strategia, la metodologia,  le risorse e gli strumenti messi in campo per costruire la candidatura, confermando il progetto ravenna 2019 una “best practice” sulla dimensione del coinvolgimento e della partecipazione attiva dei cittadini e del territorio.

Nello specifico su i due criteri che regolano la competizione:

a)     Città e cittadini: Ravenna emerge nella competizione italiana, e nella storia delle ECoC, per il percorso innovativo che ha caratterizzato il coinvolgimento e la partecipazione attiva dei cittadini e del territorio. In particolare la giuria ha apprezzato, oltre all’utilizzo della open call e dei working group, “ Le prove Tecniche di 2019” e il “What if” come strumenti innovativi non solo per coinvolgere attivamente cittadini, artisti, operatori culturali, economici e sociali ma anche per diffondere i contenuti e il senso del programma Capitale Europea della Cultura

b)     Dimensione europea: il respiro europeo del programma culturale trova conferma nella valutazione positiva sull’elevato numero di partner coinvolti nella progettazione da tutta Europa, nel contenitore culturale rappresentato dalla Casa dell’Europa (su cui la giuria si augura la città potrà continuare ad investire indipendentemente dagli esiti della competizione, diventando simbolo di come la città si sia aperta all’Europa grazie al percorso, e piattaforma concreta di lavoro), nella valorizzazione degli aspetti comuni e delle diversità delle culture in Europa (aspetto questo ultimo su cui la giuria per tutte le città ha sottolineato la necessità di un maggiore investimento per far sì che i cittadini possano aumentare la propria consapevolezza e apprezzamento nei confronti della diversità.

 

Sul fronte progettuale la giuria ha apprezzato particolarmente i seguenti progetti (considerando interessante la necessità della città di utilizzare la candidatura come opportunità di cambiamento per uscire da una “crisi silenziosa”):

 

a)     L’età dell’oro nell’arte per la capacità di attirare un ampio pubblico internazionale

b)     European propaganda per il tema particolarmente delicato e complesso, ma di attualità per l’Europa e meritevole come tale di essere trattato

c)     Gender Notes e i progetti legati a Dante per la capacità di valorizzare gli aspetti comuni delle culture in Europa

d)     Festival dei quartieri interculturali per contribuire significativamente alla dimensione europea, valorizzandone l’aspetto della contemporaneità, legata in particolare ai progetti culturali che favoriscono l’inclusione sociale nel quartiere multiculturale di Lido Adriano (la giuria ha apprezzato la capacità della città di Ravenna di affrontare i problemi legati all’immigrazione e alla multiculturalità facendo leva sulla cultura come potente motore di inclusione sociale)

e)     I progetti legati alle imprese culturali e creative per lo sviluppo della Darsena di città, una opportunità per la città di Ravenna per posizionarsi a livello internazionale tra gli esempi di città che sono riuscite a rivitalizzare aree portuali e ex industriali dismesse grazie alla cultura, alla creatività e all’innovazione.

L’unica perplessità che la giuria esprime nella valutazione riguarda l’approccio della direzione artistica collettiva, considerando la presenza di un direttore artistico preferibile. Non vengono tuttavia citati casi specifici di successo/insuccesso legati ai due rispettivi approcci.

(La scelta della direzione artistica collettiva, seppure supportata da un coordinatore in caso di vittoria, nasce da un approccio di costruzione collettiva della candidatura e in particolare del programma, coerentemente con la vision plurale del Mosaico di Culture, e con l’investimento che la città di Ravenna ha voluto fare sui giovani operatori culturali del territorio. L’eredità della candidatura oggi è fatta anche di quelle nuove e accresciute competenze sviluppatesi proprio grazie al percorso).