Domande a Ravenna e domande dall’Europa

Perché Ravenna ha bisogno di diventare Capitale Europea della cultura? Cosa possono dare all’Europa Ravenna e la Romagna?

Si potrebbe ripartire da queste due grandi questioni messe nero su bianco da Urlich Fuchs, una delle figure internazionali presenti alle 5tracce. Prima di immergerci nel 2012, anno che sarà cruciale nel nostro percorso verso il 2019, vogliamo prenderci ancora qualche post per sostare sugli spunti dei dialoghi per la candidatura avvenuti a Ravenna nel novembre e dicembre scorsi. Metteremo al centro delle domande, convinti della necessità di una discussione comune. Nelle prossime settimane pubblicheremo su queste pagine alcuni estratti video dei tanti ospiti che hanno riflettuto sui macrotemi della candidatura, per tentare di renderli spunti di lavoro concreti. Intanto, ci sembra salutare rimettere al centro il pungolo di chi discuteva di Capitali parlando da una prospettiva tutt’altro che locale: concetti quali partecipazione, giovani, trasformazione, contemporaneo sono state ripetuti da tutti gli invitati, al punto da farli divenire le basi per una nuova grammatica da costruire insieme.

Se da un lato questo processo sarà inevitabile, dall’altro occorrerà prestare attenzione ai rischi delle formule già pronte: uno dei punti di forza di Ravenna 2019 è proprio l’avere puntato su di un percorso creato ex-novo, senza ricette preconfezionate, che procede per sperimentazioni, tentativi, cambiamenti di rotta. Un’identità in movimento che si modella affiancandosi alle identità delle altre città romagnole, formando un insieme molteplice e complesso e non una mera somma di diversità. Ci veniva consigliato di partire dai punti deboli, mettendoli al centro, discutendoli. Ma anche di mettere a fuoco le nostre peculiarità, evitando di renderle icone pubblicitarie.

Lasciamo a voi le due domande di partenza: perché abbiamo bisogno di diventare capitale? Perché l’Europa ha bisogno di noi?

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