80 Mesh: musica/mosaico?

Nella seconda parte del cartellone ‘Prove Tecniche di 2019’ – tra le numerose iniziative culturali dell’autunno che si pongono in particolare sintonia con il percorso di candidatura, a Ravenna e nelle città della Romagna,  – c’è un progetto dal titolo singolare: 80 Mesh, a cura dell’Associazione Culturale Marte.
Si tratta di una performance/evento sonoro. L’idea è venuta dal collettivo CaCO3 (doppiamente premiato per il mosaico lo scorso anno, Premio Ram a cura dell’Associazione Mirada per il circuito Giovani Artisti Italiani e Premio Gaem, promosso dal Museo d’arte della Città), mentre per realizzarla sono state mosse le energie di rete in città: la residenza della musicista e compositrice Nadia Ratsimandresy è avvenuta presso il laboratorio teatrale di Ravenna Ardis Hall, ora invece presso la Galleria niArt, di Felice Nittolo, verranno presentati in mostra video, fotografie e partiture, dove si terrà anche l’incontro con la musicista sabato 3 novembre.

La performance è un evento unico, in scena sabato 27 ottobre all’Almagià, alle ore 22. Daniele Torcellini, curatore del progetto, ce ne parla.

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> Perchè questo titolo 80 Mesh?

Mesh è un’unità di misura, indica la distribuzione della dimensione delle particelle di un materiale granulare, 80 mesh è la misura della sabbia di garnet (un minerale silicato) che impieghiamo nella performance. Il progetto ha una chiara impronta scientifica che abbiamo voluto sottolineare fin dal titolo. In breve. Tre lastre metalliche delle dimensioni di 50 x 50 cm, poste orizzontalmente, sono cosparse di sabbia e collegate a tre voci musicali scritte da Nadia Ratsimandresy (ondista che vive tra Parigi e Ravenna). Le lastre vibrano per effetto della musica e la sabbia, per effetto della vibrazione, si dispone in forme regolari tanto più complesse quanto più aumenta l’altezza del suono. Ogni suono genera una specifica forma.

 

> O(Ax)=dO(Am) Equazione impossibile, lo scorso anno nell’ambito di RavennaMosaico, ha messo in discussione il farsi dell’opera secondo “quanto Mosaico comanda” (prima l’idea, il disegno, il dipinto, cioè l’inventio del cartone, poi la traduzione musiva, il mosaico dell’artista-mosaicista). Ha ribaltato i punti di vista, presentato i lavori di artisti che proprio dai mosaici si sono fatti ispirare, traducendo l’opera-mosaico in qualcos’altro: ecco allora un video, un dipinto, un disegno, oppure una performance musicale, come quella di Enrico Malatesta al Battistero degli Ariani. Qual è la scommessa dell’esperimento 80 Mesh?

Anche in questo caso il mosaico rappresenta, per così dire, il punto di partenza. Quello che ci interessa è lavorare attorno ad alcune caratteristiche di questa tecnica, in particolare quelle di aggregazione disaggregazione di elementi, schema modularità e ripetizione di forme. La scommessa di 80 Mesh è, in questo senso, quella di dare movimento, rendere dinamiche queste caratteristiche, permettere che cambino nel tempo. Non solo. L’obiettivo è quello di raggiungere il risultato attraverso un’indagine delle possibilità artistiche ed estetiche della fisica del suono.
Ad uno sguardo più allargato – e come è stato per O(Ax)=dO(Am) Equazione Impossibile (per conoscere meglio il progetto rimando a http://equazioneimpossibile.tumblr.com) – ci interessa particolarmente coinvolgere artisti, musicisti, esperti che lavorano su fronti diversi e farli interagire in modi inediti che possano arricchire ogni soggetto coinvolto.

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> Musica/Mosaico. Linguaggi espressivi diversi che sono già stati messi in collisione da alcuni artisti, direi anche a Ravenna negli ultimi anni, con suggestioni interessanti. Qual è il frammento del discorso al futuro per il mosaico, che questa nuova esperienza ha portato? E cosa vi ha immesso di non previsto l’incontro con Nadia Ratsimandresy e, in particolare, la sua residenza d’artista a Ravenna?

Per dirla con il mosaico stesso, una tessera in più alle possibilità creative che dal mosaico possono nascere, svilupparsi, divincolarsi. L’incontro con Nadia e il suo entusiasmo nel partecipare sono stati elementi determinanti per lo sviluppo del progetto che è progressivamente maturato con l’obiettivo – inizialmente non previsto – di comporre una musica per immagini, ovvero una musica scritta pensando prima alle forme da visualizzare con la sabbia e poi alle note da far ascoltare. La residenza ad Ardis Hall è stato il momento in cui le idee progettuali e le prime sperimentazioni con le lastre metalliche hanno preso finalmente corpo nella scrittura della composizione. Sono emerse molte variabili inaspettate da tenere sotto controllo per permettere al set up, sperimentale ed in parte auto-costruito, di funzionare al meglio. Qui le esigenze estetiche si sono scontrate con questioni strettamente tecniche e pratiche e con il caldo di fine luglio. Al positivo risultato della residenza ha contribuito in modo determinante Alessio Buttazzoni – musicologo, ha seguito gli aspetti di teoria e fisica del suono collaborando con Nadia in fase di elaborazione della composizione, nella calibrazione delle frequenze con cui produrre e disgregare le forme. La residenza si è conclusa con la registrazione audio dell’intera composizione e con l’intervento di Miriam Dessì, che ha girato il video della performance da vedere presso la Galleria niArt.

 

> Questi sconfinamenti fanno perdere il Mosaico?

Sì è probabile, anche auspicabile direi. Il mosaico deve pur perdersi per potersi ritrovare con rinnovate energie. Deve perdersi, corrompersi, sporcarsi per rimanere vivo. Da un lato il mosaico a Ravenna rappresenta un background culturale e visivo che permea la città a volte impermeabilizzandola. Dall’altro, sulla scena internazionale si muovono numerosi artisti, più o meno noti, e numerose esperienze che adottano procedimenti, attitudini e concetti che sono vicini o possono essere avvicinati al mosaico. Marte ha tra i suoi obiettivi quello di agire nel – e come – punto di contatto tra queste due scene, spostando a volte i limiti della prima verso la secondo, a volte i limiti della seconda verso la prima, facendo confluire l’una nell’altra e viceversa. 80 mesh rappresenta un tentativo in questo senso. Certo il mosaico potrebbe perdersi. Per ritrovarsi rinnovato? Potrebbe essere la scommessa dei prossimi anni per il 2019.

Maria Rita Bentini

80 MESH Trailer from miriam dessì on Vimeo.

 

80 mesh – la forma del suono

Vernissage sabato 27 ottobre 2012 ore 18.00
Ravenna Galleria niArt Via Anastagi 4

Performance di Nadia Ratsimandresy sabato 27 ottobre 2012 ore 22.00
Ravenna Artificerie Almagià Via Dell’Almagià 2

Rendez-vous sabato 3 novembre 2012 ore 18.00
Incontro con la musicista Nadia Ratsimandresy
Ravenna Galleria niArt Via Anastagi 4

http://80mesh.tumblr.com
http://www.facebook.com/marteassociation
Marte Associazione Culturale
marteassociation@gmail.com
+39 329 8194477

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